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10 GENNAIO–Le rivolte di massa stanno scuotendo l’Iran. Le masse si sono riversate nelle strade per la situazione economica disastrosa e la rabbia crescente contro il regime islamico. I manifestanti si sono scontrati con una repressione spietata. Sia in Iran che all’estero, molti pensano che l’Ayatollah Khamenei abbia i giorni contati. A Washington e Tel Aviv, i guerrafondai imperialisti fremono, sperando in un “cambio di regime” e minacciano un intervento militare diretto. Nel frattempo, Reza Pahlavi, il figlio dell’odiato Scià rovesciato nel 1979, cerca attivamente di trarre vantaggio dalla situazione con la benedizione degli Stati Uniti e di Israele.

Le masse iraniane hanno tutte le ragioni di insorgere. Bisogna abbattere il dispotico regime islamico. Ma la rabbia del popolo, per quanto giusta, non deve farci dimenticare che è cruciale chi abbatte il regime e con cosa lo si sostituisce. La verità è che se il regime non verrà sostituito dal potere della classe operaia, sarà rimpiazzato da un fantoccio filo-americano che svenderà il Paese e ne calpesterà il popolo.

Per questo, nel corso della lotta, la sinistra comunista deve costruire un polo separato, un terzo polo, che si opponga all’imperialismo straniero, a Israele e a tutti i suoi agenti e che abbia come obiettivo la caduta della Repubblica islamica sulla base di un programma antimperialista e operaio. In mancanza di una simile alternativa, l’unica risposta coerente al regime è quella dell’opposizione filo-imperialista, compresa la monarchia Pahlavi, il cui ritorno significherebbe letteralmente riportare indietro la ruota della storia.

Bisogna combattere gli Stati Uniti

Di fronte a un’inflazione di oltre il settanta per cento sugli alimenti, agli scaffali vuoti e alla bancarotta della cricca al potere, in molti hanno concluso che un compromesso con l’imperialismo occidentale sia non soltanto il male minore, ma il modo per dare immediato sollievo all’economia colpita dalle sanzioni. È un’illusione pericolosa. Cedere all’oppressore porta sempre maggior miseria.

Gli Usa e Israele si preoccupano solo di mantenere il loro stivale sulla regione e non gli importa niente del destino della popolazione. Basta guardare cosa hanno fatto in Siria, Libia, Iraq, Afghanistan e Palestina. Ovunque sono intervenuti per portare la “libertà”, gli Usa e Israele hanno devastato completamente ogni tessuto sociale. L’Iran non farà eccezione.

Non ci dobbiamo nascondere che il regime islamico usa esattamente questi argomenti per sopprimere qualsiasi dissenso e opposizione. Si presenta come l'unico argine al saccheggio del Paese e accusa tutti gli oppositori di essere agenti sionisti. Per questo oggi molti voltano le spalle al programma dell’antimperialismo, pensando che così si metterebbero dalla parte del regime. È una conclusione sbagliata. L’Ayatollah ha ragione a dire che Usa e Israele vogliono fare dell’Iran un nuovo Iraq. Ma questo non vuol dire che le masse devono sostenere l’Ayatollah.

L’antimperialismo è essenziale per combattere il regime. Il fatto che le principali voci di opposizione all’Ayatollah siano quelle dei filo-imperialisti e dei sionisti non ha fatto altro che prolungare la tirannia dei mullah. Così si rischia di far deragliare un’altra volta la rivolta delle masse.

Bisogna combattere il regime

Tra coloro che lottano per la Palestina, in Iran e a livello internazionale, molti accusano le proteste di essere una cospirazione sionista. Partendo dal giusto desiderio di schierarsi con i popoli oppressi del Medio Oriente contro l’imperialismo, cadono così nell’errore di difendere la tirannia dei mullah.

È semplicemente falso che le attuali proteste siano opera di agenti stranieri. Milioni di persone in Iran odiano il brutale regime islamico, definito dall’oscurantismo religioso e dall’oppressione delle minoranze nazionali, dei giovani, delle donne e dei lavoratori. Equiparare l’antimperialismo al sostegno al governo non fa che dare all’antimperialismo una cattiva reputazione. Non si possono convincere le donne iraniane ad accettare la loro condizione attuale in nome della Palestina. E le masse che vivono nella miseria non tollereranno la corruzione diffusa e i privilegi dell’élite e del clero.

I sostenitori del regime negano inoltre che la strategia iraniana contro Israele è stata un vero disastro. L’Iran ha cercato di formare delle milizie satellite che potessero gradualmente cambiare l’equilibrio di forze nella regione. Ma di fronte alla spietata offensiva sionista, l’Iran non è riuscito a reagire con decisione. Si è aggrappato alla strategia di “cuocere la rana israeliana a fuoco lento” anche quando Israele sferrava uno dopo l’altro colpi devastanti all’Asse della Resistenza, dalla decapitazione di Hezbollah al rovesciamento del regime di Assad. Usa e Israele hanno dimostrato il fallimento della dottrina della “pazienza strategica” portando la guerra direttamente in Iran.

La verità è che per sconfiggere davvero gli Stati Uniti e Israele occorre una strategia completamente diversa, basata sull'unione di tutti i popoli della regione in una lotta comune per la propria liberazione.

Una vera alternativa per le masse

Le masse si trovano a dover scegliere tra un monarca sostenuto dagli Stati Uniti e un regime che odiano. Dobbiamo tracciare un’altra strada, costruita in diretta opposizione a queste due vie senza uscita. I comunisti in Iran devono presentare un programma indipendente:

  • Abbasso la Repubblica islamica! Le masse hanno ragione a lottare per la fine del regime. I rivoluzionari devono essere al loro fianco e opporsi alla repressione.
  • Opposizione incondizionata allo Scià e ai suoi agenti! All’Iran non serve un nuovo dittatore. Bisogna affrontare e sconfiggere i sostenitori di Pahlavi.
  • Nessuna resa agli Stati Uniti! Unire il Medio Oriente contro la tirannia imperialista-sionista! Non ci potrà essere libertà finché gli Stati Uniti e Israele domineranno la regione. Solo la lotta di massa può spezzare il regime delle sanzioni.
  • Liberazione nazionale della Palestina! Autodeterminazione dei popoli oppressi in Iran! L'unità degli oppressi può essere forgiata solo in opposizione a tutte le oppressioni nazionali.
  • Abbasso l'imposizione del velo! Per la liberazione delle donne! Basta calpestare i diritti delle donne. Le donne devono essere all'avanguardia della lotta di liberazione.
  • Nazionalizzare le proprietà del regime e del clero! Basta privilegi. Serve la loro ridistribuzione massiccia per portare sollievo immediato alle masse e unirle contro gli avvoltoi imperialisti.
  • Per un governo dei lavoratori! Solo un governo basato sul popolo lavoratore dell'Iran può portare la vera libertà.

– Lega comunista internazionale (quartinternazionalista)

[Tradotto dal supplemento di Spartacist (edizione inglese) del 10 gennaio 2026]