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Mentre scriviamo, gli Stati Uniti stanno ammassando forze aeree e navali intorno all’Iran. Tutti i segnali indicano un conflitto armato su scala molto più ampia rispetto alla guerra di 12 giorni dello scorso anno. Con le forze accumulate, gli Stati Uniti sono pronti a devastare l’Iran.

Sono passate poche settimane dalla sanguinosa ondata repressiva scatenata dal regime teocratico iraniano contro il proprio popolo. In questo contesto, molti militanti di sinistra in Iran e all’estero temono di essere visti come sostenitori dell’Ayatollah.

Per quanto comprensibile, una posizione neutrale o peggio ancora filoamericana nel conflitto sarebbe un errore disastroso. Gli esempi dell’Iraq e della Libia dimostrano che ai governanti americani non frega niente della democrazia. Il loro obiettivo è di fare a pezzi l’intera società iraniana per eliminare l’Iran come contrappeso al dominio degli Usa e di Israele nella regione.

La tirannia dei mullah dev’essere abbattuta, ma è importante chi sarà ad abbatterli. Abbattere il regime nel modo in cui vorrebbero gli americani sarà un disastro non solo per i popoli dell’Iran, ma per l’intera regione e per il mondo. Il regime dev’essere abbattuto da un movimento veramente democratico e antimperialista delle masse iraniane. Solo questa strada può portare a un autentico progresso sociale in Iran e in Asia occidentale. È schierandosi in prima linea in questa lotta che i comunisti possono minare il sostegno al regime.

Se gli Usa bombardano l’Iran, la classe operaia mondiale deve fare tutto il possibile per difendere l’Iran. Trump sta andando all’assalto degli oppressi in tutto il mondo. Una sconfitta degli Usa grazie ad azioni militari o popolari fermerebbe finalmente la sua offensiva reazionaria.

  • Fermare la tirannia di Usa e Israele in Asia occidentale!
  • Solo la classe operaia può liberare l’Iran!