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5 febbraio 2026 - Il Parlamento ha approvato un nuovo pacchetto sicurezza che restringe il diritto di manifestare con fermi preventivi, divieti di partecipare a manifestazioni e multe agli organizzatori e aumenta l’immunità legale della polizia. L’opposizione accusa il governo di fare “solo propaganda” mentre “sulla repressione non ha messo un euro” (Schlein). Ma l’aumento del numero di poliziotti, le leggi antisciopero, i decreti sicurezza e tutto l’armamentario contro i giovani e gli immigrati, servono a legare e imbavagliare i lavoratori e aumentare la povertà e la disperazione sociale. Adesso serve una risposta compatta: un fronte unico della sinistra e del movimento sindacale per difendere le nostre organizzazioni e le condizioni di vita e di lavoro.

Lo sgombero di Askatasuna e l’enorme dispositivo poliziesco schierato a Torino innalzano l’ondata repressiva che dall’autunno colpisce gli attivisti pro-pal e i militanti sindacali in lotta contro il genocidio a Gaza e i piani di austerità e riarmo del governo. Meloni e Salvini vorrebbero processare per “tentato omicidio” i militanti fermati a Torino e approfittarne per dare un ulteriore giro di vite ai diritti democratici, aumentare l’immunità dei poliziotti e far piovere multe e denunce su chiunque manifesti o blocchi una strada.

La canea sulla violenza e gli “io sto con la polizia” servono solo a una cosa: legare e imbavagliare chiunque ostacoli i piani del governo. Bisogna chiedere il rilascio degli arrestati e il ritiro delle accuse!

La classe operaia e i sindacati hanno tutto l’interesse a difendere gli attivisti presi di mira dal governo. Nei prossimi mesi, tra dazi e controdazi, militarizzazione dell’eco-nomia e della società andremo incontro a nuove chiusure di fabbriche, a un aumento della povertà e a una riduzione dei servizi e dei diritti sociali. Il rafforzamento di polizia e esercito serve a ostacolare le lotte in difesa dei lavoratori e a colpire gli elementi più vulnerabili della società (immigrati e minoranze) per continuare con il divide et impera.

L’opposizione liberale e i dirigenti operai traditori sono corsi in aiuto al governo: Pd, Avs e M5s deplorano le violenze dell’Ice di Trump, ma si uniscono al coro dei sostenitori della “Ice italiana”.

Tre cose deve fare la sinistra rivoluzionaria:

  1. Costruire un fronte unico a difesa dei militanti di Askatasuna e di tutti gli attivisti colpiti dalla repressione.
  2. Scaricare Schlein, Conte e Fratoianni e adoperarsi per cacciare dai sindacati i capi traditori che in tre anni non hanno fatto niente contro carovita, spedizioni di armi a Israele e Ucraina, tagli a servizi sociali e pensioni, aumento delle spese militari, ecc.
  3. Rivolgersi verso la classe operaia, ricostruendo nelle lotte nei posti di lavoro il legame tra operai e sinistra distrutto da decenni di capitolazione al liberalismo.