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La vittoria del No al referendum ha dato una sberla al governo Meloni mostrando la sfiducia popolare verso un governo che ha promesso molto e dato solo salari da fame, tagli e carovita e scodinzola di fronte all’America di Trump che trascina il mondo nel caos e nella crisi. Il governo adesso è sulla difensiva e dovrà frenare la sua corsa a mettere in riga i lavoratori e i giovani per fargli ingoiare crisi, tagli e militarismo.

Molto bene! Ma non bisogna prendere lucciole per lanterne e pensare che ci troviamo di fronte ad una svolta a sinistra tra i lavoratori o di poter mettere fine all’era Meloni con proclami fatui di “sciopero generale”, come fanno in molti nella sinistra rivoluzionaria. Il sostegno alla destra resta forte, gli operai non hanno una sinistra verso cui svoltare e quel poco che esiste rifiuta di rompere con i liberali euro-atlantici di Pd/M5S e AVS, sperando di portarli sulla retta via.

Pd/M5S/AVS non sono la cura, sono la malattia. Prima hanno spinto milioni di lavoratori a soste nere la destra devastando le condizioni di vita delle masse in nome di alti principi liberali. In quattro anni non hanno fatto nulla per contrastare il governo sui tagli e il carovita, sulla guerra in Ucraina e il genocidio a Gaza o sulla corsa al riarmo (tutte cose che condividono). Da domani, con l’Italia a fianco di Usa e Israele contro l’Iran e col rischio di una recessione, faranno di tutto per evitare che i lavoratori si mobilitino contro il governo e l’imperialismo americano, aspettando le elezioni nel 2027. E la magistratura? Continuerà a far bastonare chi protesta e a salvare chi lo pesta.

Bisogna che la sinistra rivoluzionaria lanci un lavoro comune e un dibattito serio su come costruire un polo operaio che si opponga al governo di destra e alla sinistra liberale e dia alla frustrazione delle masse uno sbocco efficace. Ecco alcuni punti da cui partire:

  1. Combattere PD/M5S e AVS e cacciare dai sindacati i capi traditori.
  2. Legarsi alla classe operaia, costruendo nei sindacati dei nuclei che dimostrino che i comunisti sono gli unici in grado di battersi per difendere e migliorarne la condizione.
  3. Fronte unico in difesa dell’Iran e dei lavoratori italiani dal loro nemico comune: l’imperialismo Usa e i suoi tirapiedi di destra e “sinistra”. Chiudere le basi Usa/Nato! Via dall’UE! Basta armi a Ucraina e Israele! Blocco dei prezzi e riapertura al gas russo.
  4. Usare la forza dei sindacati per contrastare la repressione del governo contro attivisti di sinistra, pro-pal, militanti sindacali e immigrati